TL;DR
- Il film di Adrian Chiarella, 'Leviticus', esplora la terapia di conversione.
- Il film horror presenta un'entità soprannaturale che rappresenta il trauma.
- Risuona sia con il pubblico LGBTQ che con quello etero.
- Il film mira a colmare le lacune nella comprensione.
- Chiarella attinge alle esperienze personali nella scuola religiosa.
Tenetevi forte, fan dell'horror, perché il nuovo film di Adrian Chiarella, Leviticus, sta per portarvi in un viaggio terrificante attraverso il lato oscuro della terapia di conversione. Intitolato come la Scrittura dell'Antico Testamento spesso usata come arma contro la comunità LGBTQ+, questo film non è solo l'ennesimo horror gay; è un'esplorazione agghiacciante del trauma che risuona universalmente.
Ambientato in Australia, Leviticus segue due adolescenti di una cittadina, Naim (interpretato da Joe Bird) e Ryan (Stacy Clausen), il cui innocente amore accende l'ira della loro comunità conservatrice. Quando i loro genitori li sottopongono a un rituale di "purificazione" contorto guidato da un predicatore dubbio, i ragazzi diventano il bersaglio di un'entità mutaforma che incarna le loro paure più profonde — e prende la forma l'uno dell'altro. Altro che incubo!

Chiarella, che ha un background profondamente segnato dall'esperienza personale nelle scuole religiose, ha costruito una narrazione che va oltre i confini tipici del genere horror. "Non posso indicare nulla di specifico, ma crescendo ho vissuto molta omofobia", ammette. Gli elementi horror del film non servono solo a scioccare; sono una metafora delle lotte molto reali affrontate dai giovani LGBTQ+.
Mentre il film si prepara all'uscita nelle sale, Chiarella sottolinea che Leviticus è pensato per tutti. "Uno dei migliori complimenti che ho ricevuto è arrivato da spettatori al di fuori della comunità LGBTQ che hanno detto di essersi immedesimati nella storia a livello personale", racconta. I temi del film, come l'amore, l'accettazione e la lotta contro il rifiuto dei genitori, sono universali, rendendolo un titolo da non perdere per tutti i pubblici.
Ma non giriamoci intorno: l'orrore è reale. Chiarella ha condotto ricerche approfondite sulle pratiche di terapia di conversione in tutto il mondo, scoprendo storie inquietanti che farebbero accapponare la pelle a chiunque. Da esorcismi a rituali bizzarri, le immagini che ha incontrato hanno rafforzato la sua convinzione che l'horror fosse la lente perfetta attraverso cui raccontare questa storia.
"Ci sono persone là fuori che probabilmente farebbero qualcosa del genere, e che già fanno qualcosa nel mondo reale in una direzione simile a quella di questa maledizione", riflette. Questa realtà agghiacciante sottolinea l'importanza di Leviticus nell'attuale clima sociale, in cui la lotta per i diritti LGBTQ+ continua a essere una questione urgente.
L'uscita del film arriva in un momento in cui le narrazioni queer sono ancora spesso marginalizzate nei media mainstream. Chiarella mira a cambiare questa percezione, affermando: "Tutti dovrebbero potersi riconoscere in questa storia e andare a vederla". Con la sua trama avvincente e i suoi temi in cui è facile identificarsi, Leviticus promette di essere più di un semplice film horror; è un appello all'empatia e alla comprensione.
Quindi, che siate appassionati di horror o semplicemente alla ricerca di una storia coinvolgente, segnatevi la data del 19 giugno. Leviticus uscirà nelle sale, e fidatevi: non vorrete perdervi questa esplorazione da brividi dell'amore, della paura e degli orrori della terapia di conversione.







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