TL;DR

  • Disability Rights UK condanna le linee guida sui bagni dell’EHRC.
  • Nessuna esclusione delle persone trans dalle strutture per disabili.
  • L’associazione sottolinea l’unità tra i gruppi emarginati.
  • Sollevate preoccupazioni sulle implicazioni per l’assistenza sanitaria delle persone trans.
  • Le linee guida rischiano di ostracizzare ulteriormente le persone trans e intersex.

Con una presa di posizione decisa a favore dell’inclusività, Disability Rights UK ha lanciato il guanto di sfida contro il Codice di pratica aggiornato dell’EHRC, respingendo con forza qualsiasi idea che i bagni per disabili debbano fungere da ripiego per le persone trans escluse dalle strutture separate per genere. "Non ci cascheremo. Non verremo usati come una ‘scappatoia’ nell’erosione più ampia dei diritti delle persone trans," ha dichiarato l’associazione, rendendo chiarissimo da che parte sta.

In una dichiarazione che risuona con l’urgenza del momento, Disability Rights UK ha espresso la propria indignazione per le implicazioni delle linee guida dell’EHRC. Ha affermato: "Siamo inorriditi dalle implicazioni del Codice secondo cui un espediente adeguato sarebbe che le persone trans usino invece i bagni per disabili. È un vano tentativo di far sì che due gruppi emarginati si incolpino a vicenda per la mancanza di servizi, quando la colpa ricade saldamente sulle spalle dei decisori politici." Che classico caso di depistaggio!

Il codice aggiornato, pubblicato oltre un anno dopo una controversa sentenza della Corte Suprema che ha ristretto le definizioni di "donna" e "sesso" nel Equality Act 2010, sta sollevando dubbi e irritazione in egual misura. Disability Rights UK si è espressa con forza contro questa sentenza, avvertendo che il codice rivisto stabilisce un precedente pericoloso che potrebbe indebolire le caratteristiche protette e allontanare ulteriormente le persone trans e intersex. Il messaggio è forte e chiaro: i diritti trans non vengono ottenuti a spese dei diritti delle persone disabili, né di quelli di chiunque altro.

Secondo il nuovo codice dell’EHRC, i bagni designati per maschi o femmine dovrebbero essere riservati a chi appartiene a quel sesso biologico, suggerendo che le persone trans possano invece usare bagni accessibili, bagni individuali chiudibili a chiave o strutture unisex. Ma Disability Rights UK non ci sta. Sostiene che le strutture accessibili non sono un semplice extra opzionale; sono essenziali. "La nostra iniziativa con la chiave RADAR è iniziata nel 1981, radicata nella consapevolezza che le strutture accessibili possono fare la differenza tra vivere la vita che meritiamo – socializzare, viaggiare e lavorare – e la completa esclusione sociale," ha sottolineato.

Il loro intervento arriva in un momento in cui il dibattito sull’approccio dell’EHRC si sta facendo sempre più acceso, con persino il più grande sindacato del Regno Unito che ha criticato l’organizzazione per le sue linee guida sulle persone trans. E non si tratta solo di bagni. Il codice aggiornato include anche linee guida controverse sullo sport, suggerendo che le persone trans dovrebbero competere in base al sesso alla nascita anziché all’identità di genere. Questo ha sollevato notevoli preoccupazioni per le implicazioni negli ambienti sanitari, con Disability Rights UK che avverte come le linee guida "invoglino a un aumento dello stigma medico e della negligenza… e porteranno a esiti sanitari ancora peggiori in un panorama già fosco." La cosa è particolarmente allarmante in un clima in cui un ambiente ostile e anti-trans nel Regno Unito è stato collegato al fatto che le persone siano scoraggiate dal cercare assistenza sanitaria.

Disability Rights UK ha concluso che la revisione dell’EHRC separa di fatto le persone trans e intersex dagli spazi pubblici, invitando le altre organizzazioni di persone disabili a unirsi alla loro lotta contro questa posizione escludente. È un appello alla mobilitazione per la solidarietà tra comunità emarginate, che ci ricorda che lottare per i diritti di un gruppo significa lottare per i diritti di tutte e tutti.

Mentre il dibattito infuria, una cosa è certa: la battaglia per politiche inclusive che rispettino tutte le identità è tutt’altro che conclusa. Disability Rights UK è in prima linea, ed è il momento che tuttə si uniscano.

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Informazioni sull'autore

Michael Johnson

Michael Johnson, comunemente chiamato Mike, è un appassionato attivista e giornalista specializzato nei diritti LGBTQ+. Con un background nel lavoro sociale e un Master in Giornalismo conseguito alla Northwestern Univer…

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